Mercoledì, Giugno 20, 2018

Linfodrenaggio Manuale

 

 

IL LINFODRENAGGIO MANUALE

 Trattare il sistema vasale linfatico, non è un metodo semplice, poiché i vasi linfatici sono sottili come fili di seta e i capillari linfatici sono ancora più fini e delicati di questi. I classici massaggi non hanno alcun effetto drenante.

Massaggiando con movimenti duri e rigidi della mano, spingiamo anche il sangue da un tessuto all'altro, i succhi rigeneranti non penetrano nel tessuto con l'effetto del loro modo di scorrere. A volte otteniamo un doloroso schiacciamento dei capillari con ematomi. Per questo abbiamo dovuto costruire una tecnica del tutto nuova. Per raggiungere un effetto che trascini i liquidi, abbiamo elaborato un modo speciale di eseguire i movimenti pompanti, come quando una pompa risucchi i liquidi e li inoltri cioè: i nostri tratti manuali girano a spirale muovendosi all'interno del tessuto ed al di fuori di questo. Il drenaggio linfatico è collegato alle mani, nessuno strumento può sostituire mani allenate.

Quando questi movimenti raffinati sono eseguiti con sensibilità dei polpastrelli (leggeri come zampe di gatto), si può raggiungere un rilassamento tranquillizzante, cosicché la linfa fluisce oltre. Nuovo ossigeno e materiali utili penetrano nel tessuto interstiziale per il nutrimento e la rigenerazione delle cellule. I movimenti circolari e a spirale drenanti sono movimenti rivitalizzanti, come tutte le vibrazioni aspirale della natura.

Il movimento cerchiante delle mani con rotazione interna e rotazione esterna, con, inoltre, effetto di pressione in aumento od in diminuzione nel tessuto (crescendo -decrescendo) è simile a quello del cuore con sistole e diastole. Come è noto, il ritmo cardiaco avviene ogni otto decimi di secondo, e il cuore riposa quattro decimi. Il cuore alterna in uguale misura riposo e lavoro, e arriva a lavorare normalmente fino a cento anni senza stancarsi. Conosciamo delle terapeute che sono cosi padrone del nostro metodo di linfodrenaggio manuale, che riescono ad eseguire i trattamenti senza sentire stanchezza o sforzo, giocando con tensione e rilassamento, costruttive nel lavoro, creative nella pausa.

Se, infatti, si lavora in modo armonico, si sente scorrere la naturale fonte d'energie: si potrebbe chiamare forza cosmica. Il drenaggio linfatico ha lo scopo di portare al collo i liquidi tissulari utilizzati dalla testa e dalle diverse regioni del corpo, affinché possa scorrere nel tessuto nuova linfa. Il drenaggio dev'essere delicato, armonico, ritmico ed eseguito con mani lievi. Soprattutto i polsi devono essere sciolti. Un massaggio duro o una rigida tensione potrebbero causare una chiusura locale dei capillari linfatici con formazione di nuove infiltrazioni. Le mani duttili devono essere cosi vitali e indipendenti, da poter massaggiare una pelle asciutta, ottenendo cosi un buon contatto con la cute ed il tessuto, il che facilita soprattutto l'indagine. Con precauzione arriviamo al trattamento di tutto il corpo: ai nostri massaggiatori non è sconosciuto il trattamento dell'interezza né la medicina della totalità, anche se siamo obbligati ad eseguire molti trattamenti parziali.

Diciamo come scusante, che i riflessi che intervengono durante il trattamento, influiscono su tutta la persona. In questa tecnica che abbrevia i tempi si sviluppano anche i nuovi metodi di massaggio. Quando eseguiamo un completo drenaggio linfatico, influiamo direttamente sul 50% del tessuto connettivo della persona.

Il L.M. stimola la circolazione dei liquidi del corpo (liquido del tessuto connettivo, linfa e sangue venoso), il L.M. libera il tessuto connettivo da residui, il L.M. elimina i disturbi di ricambio nell'interstizio, il L.M. alimenta i meccanismi di difesa nel nostro sistema linfatico, il L.M. induce una situazione nervosa equilibrata, il L.M. libera da condizioni sistema linfatico, il L.M. induce una situazione nervosa equilibrata, il L.M. libera da condizioni d'ingorgo e il L.M. soddisfa il terapista perché ottiene successo e può aiutare con un metodo i cui effetti sono chiaramente dimostrabili e può essere applicato con uno scopo ben preciso.

Il L.M. agisce come tonificante sulla muscolatura liscia dei vasi sanguigni, cioè, nell'ambito dei capillari sanguigni si arriva ad una contrazione degli sfinteri precapillari (dei muscoli di chiusura all'inizio di un capillare). Si sa che la pelle impallidisce nel corso del L.M., infatti, a causa della contrazione degli sfinteri si abbassa la pressione sanguigna nei capillari.

Con ciò aumentano le forze capillari antiedemigene riassorbenti. Il tessuto è svuotato. I vasi linfatici sono formati in modo diverso dai vasi sanguigni. Se i vasi sanguigni possono essere descritti come tubi costituiti da tre strati (intima, media e avventizia), i vasi linfatici appaiono come cuoricini. Consistono di molte sezioni di vasi linfatici, dette "linfangioni". Ogni "linfangione" possiede una valvola, che si apre in una direzione.

Questa determina la direzione di scorrimento della linfa e impedisce, nello stesso tempo un flusso all'indietro. La muscolatura ad anello del linfangione si contrae in modo autoctono, in pratica da sola. Se l'automatismo di questo preciso sistema autoeccitantesi è disturbato, il L.M. lo conduce a funzionare di nuovo, anzi ad un massimo rendimento. Oltre a ciò la muscolatura del linfangione è innervata sia dal punto di vista sensitivo che da quello motorio.

Uno stimolo ai nervi è rappresentato dalla dilatazione delle pareti dei vasi sensitivi per riempimento del linfangione. Attraverso ciò si arriva per l'innervazione motoria muscolare alla contrazione e poi allo svuotamento del linfangione nella direzione, in cui si apre la valvola. La linfa, inoltrata nel prossimo linfangione, ne sovradistende le pareti, con la muscolatura liscia del linfangione, cosa che conduce, nuovamente per innervazione della muscolatura liscia, alla contrazione. La linfa si svuota nel prossimo linfangione. Anche cambiamenti di pressione nelle vicinanze del linfangione, come ad esempio la pulsazione delle arterie, il movimento della muscolatura traversostriata (muscolatura scheletrica), i cambiamenti di pressione del tocco manuale le differenze pressorie che si manifestano nell'inspirazione ed espirazione e, perfino, le trazioni longitudinali sui vasi linfatici conducono ad un "autoritmo" più veloce.

L'allungamento per distensione è raggiunto con la speciale tecnica di linfodrenaggio di VODDER. La capacità di pompaggio dei vasi linfatici deriva dalla somma di quella dei linfangioni. Anche un rialzo della pressione intralinfatica conduce ad un aumento della frequenza del "polso linfatico". Questo significa che una maggiore produzione di linfa, quale, per esempio, quella prodotta dal L.M. conduce automaticamente ad una maggiore velocità dell'afflusso di linfa. La frequenza di contrazione del linfangione dipende anche dalla temperatura: la frequenza aumenta con il rialzo della temperatura.

 

 
 
 
EFFETTO DRENANTE

 

Drenaggio significa efflusso di acqua: quest'espressione proviene dal vocabolario agricolo. Infatti, quando un contadino vuol far diventare fertile una palude, vi pone tubazioni provviste di fori. Attraverso questi l'acqua ha la possibilità di defluire, la palude diventa campo da coltivare. Quando noi parliamo di drenaggio in relazione al L.M. del Dr. VODDER, vogliamo alludere alla sottrazione della quota fluida del tessuto connettivo lasso. I tubi di drenaggio sono i capillari del sangue ed i capillari della linfa. Trasportiamo quindi acqua e gli elementi ivi contenuti dal tessuto connettivo sia attraverso il sistema dei vasi sanguigni che secondariamente attraverso il sistema dei vasi linfatici. Un capillare riunisce due caratteristiche contrarie. Deve essere abbastanza compatto, affinché il flusso del sangue possa continuare in esso e non dev’essere tanto compatto da impedire che i materiali possano essere diffusi attraverso i pori. Acqua ed elementi nutritivi non raggiungono il tessuto soltanto attraverso la diffusione capillare, ma anche attraverso filtrazione. Si pensa che giornalmente siano filtrati attraverso la parete capillari ca. 70 litri d'acqua, quindi mille volte meno che attraverso la diffusione. La pressione del sangue è la forza attraverso la quale è sollecitata la filtrazione. La quantità di filtrato è proporzionale alla pressione del sangue in corrispondenza del capillare. Al meccanismo di filtraggio attraverso i capillari appartiene il meccanismo di riassorbimento, che ha il compito di riassumere l'acqua filtrata nuovamente nel capillare. La forza che attua il riassorbimento si trova nelle proteine del sangue. Essa rappresenta una distinta forza di suzione idrica (idratazione). Questa "forza di suzione" è detta "suzione oncotica". Il contenuto proteico medio del sangue è di ca. 7,4%. Queste proteine sono in grado di riassorbire l'acqua filtrata attraverso normale pressione del sangue, in modo che rimanga nell'ambito pericapillare un equilibrio idrico (equilibrio di Starling). Esiste anche intorno ai capillari un flusso che si costituisce attraverso filtrazione e riassorbimento e scorre completamente indipendente dalla diffusione, un flusso di corrente che attraverso filtrazione si riversa nel tessuto connettivo dall'interno dei capillari attraverso la loro parete e da li è nuovamente condotto indietro per l’intervento della   “suzione oncotica” delle proteine. In condizioni fisiologiche esiste perciò nelle vie delle correnti terminali un equilibrio idrico che è chiamato equilibrio di Starling. Questo significa che la pressione capillare idrostatica filtra liquidi nel tessuto connettivo e la pressione colloido-osmotica li riassorbe. Il linfodrenaggio manuale del Dr. VODDER stimola il flusso linfatico, mentre la speciale tecnica manuale del massaggio affretta la contrazione del linfangione. I vasi linfatici sottocutanei sono collegati fra di loro come una rete. Con sollecitazione manuale del flusso linfatico si raggiunge nell'intera regione secondo il principio delle pompe a getto idrico un aumento del flusso linfatico. Vi è collegato un "effetto-suzione" che a poco a poco arriva ad agire anche nel tessuto connettivo. I procedimenti di trasporto nel capillare, cioè diffusione, filtrazione e riassorbimento necessitano della completa comprensione, o, almeno, della spiegazione dell'espressione osmosiI. Osmosi è diffusione attraverso una membrana semipermeabile, quando questa membrana separa due soluzioni di diversa concentrazione. Ad esempio, da una parte della membrana si trova dell'acqua, dall'altra, acqua e proteine. Si tratta di due liquidi a diversa concentrazione proteica. Inoltre, nella parte di minore concentrazione si trovano più molecole d'acqua. Queste tendono a un equilibrio di concentrazione e si diffondono attraverso la membrana. D'altra parte si arriva cosi ad un aumento di pressione. Questo rialzo di pressione è chiamato pressione osmotica del liquido.

Gli scambi a livello interstiziale: in condizioni normali il capillare linfatico raccoglie il dieci per cento del liquido interstiziale, mentre il novanta per cento è riassorbito dal capillare sanguigno. In caso di edema la capacità di trasporto dei capillari linfatici aumenta da dieci a quindici volte

 

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